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	<title>Jama Musse Jama</title>
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	<description>in Somalo, Jaamac Muuse Jaamac</description>
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		<title>Nuova stella &#8211; Nadifa Mohamed</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nasce una nuova stella nella letteratura mondiale.  Nadifa Mohamed esordisce con Mamba Boy, un romanzo di altri tempi, una  straordinaria storia attuale, un racconto commovente, tenero e a volte  al limite del surreale. L&#8217;autrice, Nadifa Mohamed, è nata nel 1981 a  Hargeysa, Somaliland. Nel 1986 si è trasferita con la famiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Mambo Boy - Nadifa Mohamed" src="http://www.neripozza.it/_files/libri/copertine/mamba_boy.jpg" alt="" width="160" height="256" /></p>
<p>Nasce una nuova stella nella letteratura mondiale.  Nadifa Mohamed esordisce con Mamba Boy, un romanzo di altri tempi, una  straordinaria storia attuale, un racconto commovente, tenero e a volte  al limite del surreale. L&#8217;autrice, Nadifa Mohamed, è nata nel 1981 a  Hargeysa, Somaliland. Nel 1986 si è trasferita con la famiglia in  Inghilterra, dove ha terminato gli studi storico-politici. Ora vive a  Londra e sta lavorando al suo secondo romanzo.</p>
<p><span>Mambo Boy è la storia di un ragazzino che  diventa un uomo. Dalla contro-copertina, il romanzo si presenta:</span></p>
<p>Vedi: <a href="http://www.redsea-online.com/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=782&#038;mode=&#038;order=0&#038;thold=0">redsea-online.com</a></p>
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		<title>L’albero della pace</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 15:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jama Musse Jama]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>

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		<description><![CDATA[Pisa, ottobre 2008.
Nelle occasioni cerimoniali come quelle di apertura delle scuole, “parlare della pace” è diventato quasi obbligatorio. Come se fossero i bambini a contribuire all’assenza della pace. Invece no. La mancanza di pace, che guarda caso non sempre corrisponde alla presenza di una guerra in atto, è un affare da adulti. I bambini subiscono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2008/11/hargeysa_acropat.jpg" align="left" vspace="1" width="200" hspace="1" />Pisa, ottobre 2008.</p>
<p>Nelle occasioni cerimoniali come quelle di apertura delle scuole, “parlare della pace” è diventato quasi obbligatorio. Come se fossero i bambini a contribuire all’assenza della pace. Invece no. La mancanza di pace, che guarda caso non sempre corrisponde alla presenza di una guerra in atto, è un affare da adulti. I bambini subiscono, i bambini portano la ferita della mancanza di pace. La proporzione tra essere e vivere in pace in una società, si misura con lo stato di benessere dei bambini; quanto più sereni crescono i bambini tanto più una società vive in pace.<span id="more-11"></span></p>
<p>In questi giorni, durante i quali, per forze maggiori, ho avuto molto tempo per stare con Mohamed, da solo, in ospedale, ho pensato ad altri bambini che non hanno l’attenzione e le cure che, per mia fortuna, lui sta ottenendo dai medici e dal personale della corsia, da noi genitori e dai nostri amici, colleghi e dai suoi amici di scuola. Sarà forse anche un modo per non pensare molto a ciò che ci sta succedendo, di deviare il mio pensiero dalla preoccupazione fissa e dalla paura, di colmare una mia debolezza, di distogliermi dall’angoscia di perdere, in modo prematuro, la cosa più preziosa che io abbia mai avuto dalla vita. Mio figlio. La malattia di Mohamed non è semplice, mi rendo conto, e soprattutto mi rendo conto che da oggi, l’abitudine della mia vita quotidiana è cambiata; da cui forse anche il mio modo di pensare e di vedere i problemi degli altri.</p>
<p>Gli occhi dei bambini non hanno un colore, così come un colore non ce l’ha il loro bisogno di cure, di nutrizione, di protezione, di amore; non può esistere un trattamento diverso da bambino a bambino. Ovunque sono, i bambini sono indifesi. Non hanno una religione, non credono se non all’amore degli adulti che gli stanno vicino in quel momento. La pace vera tra gli adulti si raggiunge quando i bambini crescono sereni fra gli adulti. Al contrario, anche se gli adulti non si sparano con i fucili, anche se non cadono le bombe e non c’è una guerra in corso, anche se si vive apparentemente in pace, dove c’è il lamento di un bambino, certo è che non si vive in pace realmente.</p>
<p>I bambini, ovunque nascono, sono le speranze del futuro. Sono la scommessa della vita, e si sa se una scommessa è vincente, solo dopo aver scoperto le carte.  Si sa se la vita progredisce solo quando un bambino cresce sano e sereno. In guerra, in carestia, nello sfruttamento o nelle altre forme di mancanza di pace, i bambini sono i più vulnerabili, vittime del caso; spesso anche prima e per colpa di quegli adulti che dovrebbero proteggerli. L’albero della pace cresce con la gioia dei bambini.</p>
<p align="center"><strong>L&#8217;albero della pace</strong><br />
L&#8217;albero della pace,<br />
Di radici ben nutrite,<br />
Con saggezza dei bambocci,<br />
Di chi vive innocente;</p>
<p align="center">L&#8217;albero della pace,<br />
Ramoscelli cresciuti,<br />
Con la gioia dei marmocchi,<br />
Di chi giova contentezza;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">L&#8217;albero della pace,<br />
Di fiori sbucciati,<br />
Con sorriso dei bimbetti,<br />
Di chi nutre speranza;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">L&#8217;albero della pace,<br />
Di frutti maturati,<br />
Con dolcezza dei piccini,<br />
Di chi nasce in amore;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">Quest’albero della pace,<br />
Al pianto dei fanciulli,<br />
Al dolore dei mocciosi,<br />
Alla fame dei bambini,<br />
E l’angoscia del futuro,<br />
Ha radici della pace,<br />
Ramoscelli mal nutriti,<br />
Regrediti dismisura,<br />
Con fiori smarriti,<br />
E frutti molto amari.</p>
<p>Jama Musse Jama, Pisa.</p>
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		<title>“Gobannimo bilaash maaha” vincitore del premio &#8220;miglior libro in lingua somala 2007&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jama Musse Jama]]></category>
		<category><![CDATA[Somaliland]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura somala]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 13 luglio 2008 si è tenuta a Stoccolma la premiazione per l&#8217;edizione 2008 del premio &#8220;miglior libro scritto in lingua somala pubblicato nell&#8217;anno 2007&#8243;. Il concorso letterario annuale, organizzato da SWA e supportato da vari gruppi della diaspora somala, è unico nel suo genere, ed ha come obbiettivo la divulgazione della letteratura somala scritta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><img src="http://www.redsea-online.com/gobannimo/award2008/qoraaga_01.jpg" alt="Autore al momento del ritiro del premio" align="left" height="246" width="330" /><span style="font-family: 'Book Antiqua'">Domenica 13 luglio 2008 si è tenuta a Stoccolma la premiazione per l&#8217;edizione 2008 del premio &#8220;miglior libro scritto in lingua somala pubblicato nell&#8217;anno 2007&#8243;. Il concorso letterario annuale, organizzato da SWA e supportato da vari gruppi della diaspora somala, è unico nel suo genere, ed ha come obbiettivo la divulgazione della letteratura somala scritta. La società somala, da sempre considerata fondamentalmente orale, si sta trasformando in una società dove la letteratura scritta in lingua somala sta assumendo un ruolo importante.<o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Book Antiqua'"><o:p></o:p>L&#8217;opera vincitrice di questa edizione è il saggio &#8220;Gobannimo bilaash maaha&#8221; (<st1:personname productid="La Libertà" w:st="on">La Libertà</st1:personname> non è gratis) di Jama Musse Jama.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span id="more-8"></span><span style="font-family: 'Book Antiqua'">Al momento della consegna erano presenti, oltre al comitato organizzativo e alla comunità somala di Stoccolma, anche rappresentanti<span>  </span>di vari paesi europei dove é presente una massicia comunità somala. La cerimonia è stata anche un momento di riflessione per fare il punto sulla letteratura pubblicata in lingua somala. Il bilancio è stato più che positivo in quanto sono stati presentati oltre duecento volumi scritti in lingua somala, e ad oggi in circolazione. la maggior parte di questi volumi sono stati pubblicati nell&#8217;ultimo biennio.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Book Antiqua'"><o:p></o:p>L&#8217;idea che sta dietro la pubblicazione del saggio &#8220;Gobannimo bilaash maaha&#8221; fa parte di una campagna, insieme con le organizzazioni civili e dei diritti umani del Somaliland, per la diffusione della conoscenza della costituzione fra i cittadini e per l&#8217;adeguamento di leggi che propongano libertà di espressione e l&#8217;abrogazione di vecchie leggi<span>  </span>che ledono tale diritto fondamentale . E&#8217; una campagna per una stampa libera e responsabile e servizi di broadcasting, e tutte le possibili modalità di esercitare il diritto fondamentale di libertà di espressione.</span></p>
<p><a href="http://www.redsea-online.com/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=407&amp;mode=&amp;order=0&amp;thold=0">ulteriori info in somalo</a></p>
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		<title>Disegni Africani dall&#8217;Angola per vivere la matematica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 00:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[etnomatematica]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>

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		<description><![CDATA[di  Paulus Gerdes
Presentazione: Bruno D&#8217;Amore
Traduzione e prefazione: Giovanni Giuseppe Nicosia
Un viaggio tra favole africane, disegni e matematica. Finalmente in italiano il libro dello studioso mozambicano Paulus Gerdes, autorità mondiale nel campo dell&#8217;Etnomatematica, in cui si
impara a tracciare gli stupendi disegni a linea continua con cui il popolo dei Cokwe illustra le sue favole e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di  Paulus Gerdes</p>
<p>Presentazione: Bruno D&#8217;Amore<br />
Traduzione e prefazione: Giovanni Giuseppe Nicosia</p>
<p>Un viaggio tra favole africane, disegni e matematica. Finalmente in italiano il libro dello studioso mozambicano Paulus Gerdes, autorità mondiale nel campo dell&#8217;Etnomatematica, in cui si<br />
impara a tracciare gli stupendi disegni a linea continua con cui il popolo dei Cokwe illustra le sue favole e se ne esplorano le inaspettate proprietà matematiche.<br />
<span id="more-7"></span> Giocando a sperimentare il ritmo e la simmetria si ottengono risultati matematici sorprendenti, come un sistema per calcolare rapidamente la somma di una sequenza di numeri dispari.<br />
Il libro, dedicato a ragazzi dagli 8 anni, propone esercizi ed attività e può essere usato in classe o a casa.</p>
<p>Le copie possono essere ordinate o scaricate all&#8217;indirizzo:<br />
<a href="http://www.lulu.com/content/2459530" target="_blank">http://www.lulu.com/content<wbr></wbr>/2459530</a><br />
ovvero<br />
<a href="http://stores.lulu.com/pgerdes" target="_blank">http://stores.lulu.com/pgerdes</a></p>
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		<title>A Helsinki&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 00:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei prossimi giorni sarò ad Helsinki per presentare &#8220;Gobannimo Bilaash Maaha!&#8221; e per parlare del  Layli Goobalay ed altri giochi tradizionali africani. L&#8217;idea di insegnare questi giochi alla tenera età, anche dai cinque anni, è un modo sperimentato a Pisa con i bambini delle scuole materne e elementari, e che mi ha dato un ottima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni sarò ad Helsinki per presentare &#8220;Gobannimo Bilaash Maaha!&#8221; e per parlare del  Layli Goobalay ed altri giochi tradizionali africani. L&#8217;idea di insegnare questi giochi alla tenera età, anche dai cinque anni, è un modo sperimentato a Pisa con i bambini delle scuole materne e elementari, e che mi ha dato un ottima impressione. Ad Helsinki i bambini saranno di età scolastica differente. Aggiorno questo entry al mio rientro.</p>
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		<title>Sarò a Londra</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 15:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jama Musse Jama]]></category>
		<category><![CDATA[Somaliland]]></category>

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		<description><![CDATA[La comunità del &#8220;Somaliland West London Community&#8221; ha oraganizzato la presentazione del libro &#8220;Gobannimo bilaash maaha&#8221;. Sarò dunque a Londra, dopo quasi dieci anni, e sarà davvero interessante osservare come la comunità somala è cambiata nel frattempo a Londra.
Un incontro di circa 4 ore, nella giornata di venerdì 4 aprile 2008, presso Willesden Library, in 95 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La comunità del &#8220;Somaliland West London Community&#8221; ha oraganizzato la presentazione del libro &#8220;Gobannimo bilaash maaha&#8221;. Sarò dunque a Londra, dopo quasi dieci anni, e sarà davvero interessante osservare come la comunità somala è cambiata nel frattempo a Londra.</p>
<p>Un incontro di circa 4 ore, nella giornata di venerdì 4 aprile 2008, presso Willesden Library, in 95 High Road, Willesden, London NW10 2SF<strong>.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gobannimo bilaash maaha!</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 23:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jama Musse Jama]]></category>
		<category><![CDATA[Somaliland]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo &#8220;Gobannimo bilaash maaha&#8221;, in lingua somala, può essere tradotto, più o meno, come &#8220;La libertà non è gratis&#8221;. E&#8217; un saggio scritto in Somalo e distribuito in alcune scuole superiori e università in Somaliland.
Perché un testo sulla libertà di espressione?
L’articolo 32 della costituzione del Somaliland garantisce il diritto fondamentale alla libertà di espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo <i>&#8220;Gobannimo bilaash maaha&#8221;,</i> in lingua somala, può essere tradotto, più o meno, come &#8220;La libertà non è gratis&#8221;. E&#8217; un saggio scritto in Somalo e distribuito in alcune scuole superiori e università in Somaliland.</p>
<p><strong>Perché un testo sulla libertà di espressione?<br />
</strong>L’articolo 32 della costituzione del Somaliland garantisce il diritto fondamentale alla libertà di espressione e rende illegale ogni tentativo di assoggettamento della stampa e dei media. Il fatto che il radicamento di un tale diritto fondamentale richieda controllo e un intervento tempestivo in caso di violazione è un problema di cui molti somali sono consapevoli e sono pronti a svolgere attività di controllo.<br />
<span id="more-4"></span>Questo saggio è una parte della campagna, insieme con le organizzazione civili e dei diritti umani del Somaliland, per la diffusione della conoscenza della costituzione fra i cittadini e per l’adeguamento di leggi che propongano libertà di espressione e l’abrogazione di leggi vecchie che ledono tale diritto fondamentale . E’ una campagna per una stampa libera e responsabile e servizi di broadcasting, e tutte le possibili modalità di esercitare il diritto fondamentale di libertà di espressione. Per questa campagna, all’inizio del 2007 si è costituito il FONDO della LIBERTA’ di ESPRESSIONE del SOMALILAND (noto anche come Fondo Articolo 32).</p>
<p><strong>Che cos&#8217;é il fondo Articolo 32<br />
</strong>Il FONDO ARTICOLO 32 è stato costituito da un insieme di singoli e di organizzazioni che condividono il comune interesse di perseguire la libertà di espressione in Somaliland, di difendere coloro che scontano la galera per aver esercitato il proprio diritto di libertà di espressione e per sostenere con caparbietà l’articolo 32 della costituzione del Somaliland.</p>
<p><strong>Il target di lettori<br />
</strong>Destinatari speciali di questo saggio sono le generazioni dei giovani, ragazzi in età scolare e studenti universitari. E’ un invito ai giovani a riflettere sulla definizione di termini come “libertà”, “governo”, “nazione”, ”diritti individuali”e di analizzarli da diversi punti di vista, culturale, religioso e civile. E’ un invito ai giovani a leggere e comprendere profondamente il contenuto della loro costituzione. Sebbene sia stato scelto un linguaggio semplice per definire questi concetti, il saggio include anche stralci di poemi classici composti da noti poeti somali come Cabdillaahi Suldaan (“Timacadde”) e “Maxamed Ibraahin Warsame, (“Hadraawi”), per dare maggiore enfasi a questi concetti. Il saggio contiene inoltre l’introduzione di un poema composto dall’autore “Gobannimobilaash-maaha!” (La libertà non è gratis), che ottenne una grande risposta, grazie al passaparola sull’argomento, dalla diaspora in internet.</p>
<p><strong>Quando il razzismo va oltre il colore della pelle<br />
</strong>Il saggio include la trascrizione integrale dell’ultimo poema “Dhulgariir” (Terremoto) composto da Mohamed Ibraahim Warsame (“Hadraawi”). Attraverso “Dhulgariir”, “Hadraawi” trasmette un messaggio forte al popolo somalo e lo allerta contro il disastro che le idee sulla cosiddetta, a torto, popolazione “fuoricasta” potrebbero generare in futuro. Il sistema delle caste nella popolazione somala delega specifiche tribù come Midgan-Madhiban, Yibir, Tumal; e altri gruppi dichiarati impuri e vengono ostracizzate dalla società. “Dhulgariir” accuratamente smentisce tutte queste accuse infondate e prevede quelle che saranno le conseguenze a meno che il il popolo somalo non si astenga dal compiere azioni sbagliate, come avviene ormai da lungo tempo, contro queste popolazioni.</p>
<p><strong>Invito a leggere la costituzione<br />
</strong>A scopo educativo, per coloro che non hanno avuto la possibilità di leggere la Costituzione, il saggio include il testo integrale della Costituzione del Somaliland.</p>
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		<title>A note on my teachers&#8217; group</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 11:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jmgurey</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jama Musse Jama]]></category>
		<category><![CDATA[Somaliland]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il titolo &#8220;A note on my teachers&#8217; group: news report of injustice&#8221;, ho voluto raccontare la cronoca di una ingiustizia consumatosi in quello che una volta si chiamava Somalia. Una testimonianza storica di un periodo terribile di quella nazione, la Somalia di Siad Barre.
La data storica è il 20 Febbraio del 1982, il posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il titolo <i>&#8220;A note on my teachers&#8217; group: news report of injustice&#8221;,</i> ho voluto raccontare la cronoca di una ingiustizia consumatosi in quello che una volta si chiamava Somalia. Una testimonianza storica di un periodo terribile di quella nazione, la Somalia di Siad Barre.</p>
<p>La data storica è il 20 Febbraio del 1982, il posto la città di Hargeisa, l’allora principale città del nord-ovest della Somalia, oggi capitale del Somaliland. Ad oggi, nessuno ancora aveva mai scritto ciò che accadde in quella terribile notte, ad Hargeisa, e questa è da considerare una preziosa testimonianza di una fra le atroci azioni contro il popolo somalo commesso dal regime dittatoriale di Siad Barre.</p>
<p>Benchè sia profondamente conscio della sofferenza dei membri di “My Teachers’ Group “e di ciò che le loro famiglie hanno dovuto sopportare, in tutti i casi esposti in questo libro, ho cercato di tracciare in modo netto la linea di demarcazione tra ciò che attiene ai fatti e il mio personale punto di vista.</p>
<p>Sebbene queste pagine non possano essere viste come puntuali ricostruzioni storiche, certamente contengono la sequenza degli eventi che accaddero in quel periodo e dei quali io ne fui testimone oculare, o dei quali venni a conoscenza subito dopo. Il racconto di questi eventi contiene le emozioni e i sentimenti di uno studente che improvvisamente si rende conto di essere rimasto orfano dei suoi insegnanti.</p>
<p>Certamente queste poche pagine non sono esaustive per fornire una visione completa di tutto ciò che accadde e perché accadde, e così, io spero, che i membri di “My teachers&#8217; group”, un giorno, potranno raccontarci l’intera vicenda storica che sottende questa tragedia. Questo pezzo di storia deve essere scritto per il nostro futuro, poiché sono sicuro che la dedizione e l’amore dei membri di questo gruppo per il loro paese diventerà una fonte di ispirazione per le generazioni più giovani.</p>
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